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  • May 29, 2025, 8:34 AM

     L’editoriale di oggi di Haaretz denuncia che oltre ai classici cori che s’intonano per l’occasione – “morte agli arabi”, “che il loro villaggio possa bruciare” – quest’anno se n’è sentito uno inedito: “Non ci sono scuole a Gaza, non ci sono più bambini”.
    Senza sminuire la gravità delle altre affermazioni, il quotidiano israeliano sottolinea che quest’ultima è “una celebrazione del genocidio”, che dimostra come ormai la società israeliana sia sempre più radicalizzata.
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Replies

  • May 29, 2025, 8:35 AM

    Il fatto che decine di migliaia di persone abbiano intonato questo inno durante il corteo dimostra che “la morte dei bambini a Gaza non è un deplorevole effetto collaterale della guerra, ma un’aspirazione razzista che molti esprimono a gran voce e con gioia” e che in Israele “gli appelli al genocidio sono stati completamente normalizzati”.
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