«Da una parte, una trentina di sostenitori della Lega, uno schieramento di polizia e qualche slogan. Dall’altra, centinaia di persone, una comunità viva e solidale, capace di trasformare una provocazione in un’occasione di incontro e partecipazione.
La Lega ha perso un’altra occasione: quella di dimostrare di avere qualcosa di più della propaganda, degli slogan e della paura. E Milano, ancora una volta, ha risposto con la solidarietà, la partecipazione e la voglia di non lasciare indietro nessuno».
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